Storia
Camminare dentro la storia dei Cappuccini
Caro pellegrino, con Il Cammino dei Cappuccini ti è data l’occasione di ripercorrere l’affascinante storia della vitalissima riforma francescana esplosa nelle Marche nella prima metà del ‘500. Nell’incantevole paesaggio dell’entroterra marchigiano – dove mare monti e colline si uniscono in un unico sguardo – incontrerai i luoghi che custodiscono la memoria delle origini, conoscerai gli eventi che fecero nascere l’Ordine dei Cappuccini e potrai entrare nell’ardente spirito di quei primi padri. Per entrare appieno nella storia che percorrerai con il Cammino, testo indispensabile è il romanzo storico Lo spirito dei Cappuccini: esso accompagnerà i tuoi passi con una narrazione vivida degli eventi di ogni tappa che portarono alla nascita dei Cappuccini.
L’Ordine dei Frati Minori Cappuccini (OFM Cap) nasce ufficialmente il 3 luglio 1528 con la Bolla Religionis zelus di papa Clemente VII, indirizzata a fra Ludovico e fra Raffaele Tenaglia da Fossombrone, fratelli di carne e di spirito. Fuggiti dai loro conventi, essi desideravano recuperare un’osservanza spirituale della Regola di san Francesco. Attraverso questo anelito, si collegavano al filone di quei frati che nei secoli precedenti avevano desiderato tornare all’intenzione di san Francesco e dei suoi primi compagni, così come era stata espressa non solo nella Regola, ma anche nel Testamento, dettato da Francesco poco prima di morire. In esso il Santo aveva chiarito ai suoi frati che dovevano approcciarsi alle parole della Regola senza interpretarle, ma vivendole «con semplicità e purezza», così come egli stesso le aveva scritte ispirato dal Signore.
Benché lungo i secoli la seconda linea divenisse quella prevalente, mai però si estinse l’opzione di quanti volevano ancorarsi all’intenzione di Francesco e al suo desiderio di un’osservanza non giuridica ma spirituale della Regola. Dapprima i suoi compagni stessi: frate Bernardo, frate Egidio, frate Leone, frate Masseo e altri che, morto Francesco, vissero ai margini dell’Ordine, rifugiandosi negli eremi a custodire le memorie degli inizi. Questa eredità fu poi raccolta da fra Giovanni da Parma, fra Corrado da Offida, fra Ubertino da Casale, fra Angelo Clareno e altri (i cosiddetti “spirituali”). Dal medesimo desiderio nacque nel Trecento la prima Osservanza, con fra Giovanni della Valle prima, fra Gentile da Spoleto e fra Paoluccio Trinci poi, che ottennero dal Ministro generale il permesso di ritirarsi con dei compagni nell’eremo di Brogliano, dove vivere la Regola di san Francesco senza gli adattamenti concessi dalle lettere papali. L’esperienza osservante prese piede e alla fine del Trecento gli eremi erano circa una ventina sparsi tra il reatino, l’Umbria e le Marche. La stessa Osservanza nel Quattrocento – capitanata dalle Quattro colonne: fra Bernardino da Siena, fra Giovanni da Capestrano, fra Giacomo della Marca e fra Alberto da Sarteano – avrebbe assunto posizioni diverse rispetto agli inizi portando l’Ordine in una “via media” che nell’interpretare la Regola tentava di coniugare spirito e diritto.
Dalla comprensione del ruolo giocato dagli eremi, si comprende il desiderio dei cappuccini agli inizi del XVI secolo di condurre vita eremitica, da non intendersi come anelito alla ritiratezza in senso stretto, ma come stile di vita che voleva riallacciarsi all’esperienza primitiva di Francesco e soci che aveva continuato a ripresentarsi in maniera genuina negli eremi.
Benché lungo i secoli la seconda linea divenisse quella prevalente, mai però si estinse l’opzione di quanti volevano ancorarsi all’intenzione di Francesco e al suo desiderio di un’osservanza non giuridica ma spirituale della Regola. Dapprima i suoi compagni stessi: frate Bernardo, frate Egidio, frate Leone, frate Masseo e altri che, morto Francesco, vissero ai margini dell’Ordine, rifugiandosi negli eremi a custodire le memorie degli inizi. Questa eredità fu poi raccolta da fra Giovanni da Parma, fra Corrado da Offida, fra Ubertino da Casale, fra Angelo Clareno e altri (i cosiddetti “spirituali”). Dal medesimo desiderio nacque nel Trecento la prima Osservanza, con fra Giovanni della Valle prima, fra Gentile da Spoleto e fra Paoluccio Trinci poi, che ottennero dal Ministro generale il permesso di ritirarsi con dei compagni nell’eremo di Brogliano, dove vivere la Regola di san Francesco senza gli adattamenti concessi dalle lettere papali. L’esperienza osservante prese piede e alla fine del Trecento gli eremi erano circa una ventina sparsi tra il reatino, l’Umbria e le Marche. La stessa Osservanza nel Quattrocento – capitanata dalle Quattro colonne: fra Bernardino da Siena, fra Giovanni da Capestrano, fra Giacomo della Marca e fra Alberto da Sarteano – avrebbe assunto posizioni diverse rispetto agli inizi portando l’Ordine in una “via media” che nell’interpretare la Regola tentava di coniugare spirito e diritto.
Dalla comprensione del ruolo giocato dagli eremi, si comprende il desiderio dei cappuccini agli inizi del XVI secolo di condurre vita eremitica, da non intendersi come anelito alla ritiratezza in senso stretto, ma come stile di vita che voleva riallacciarsi all’esperienza primitiva di Francesco e soci che aveva continuato a ripresentarsi in maniera genuina negli eremi.
A conclusione di un processo storico lungo tre secoli, sulla scia degli Spirituali, del Clareno e della prima Osservanza, con fra Ludovico da Fossombrone si giungerà al convincimento che, paradossalmente, non era possibile vivere davvero l’intenzione di Francesco rimanendo all’interno del suo Ordine. La strutturazione consolidata dall’Osservanza – ormai ramo principale del francescanesimo – rendeva impossibile ripresentare l’ideale francescano nella sua purezza. Perciò, per chi ad esso voleva rifarsi, l’unica alternativa possibile, era porsi al di fuori dello stesso Ordine.
Da questa persuasione nacque la fuga di fra Matteo da Bascio nel gennaio del 1525 dal convento degli Osservanti di Montefalcone Appennino e, nell’autunno dello stesso anno, quella di fra Ludovico e di fra Raffaele dal convento dell’Annunziata di Fossombrone. I tre anni seguenti furono pieni di avventurose peripezie (le scoprirai durante il cammino passo dopo passo) e portarono all’ottenimento della bolla Religionis zelus del 3 luglio 1528, grazie al decisivo intervento della duchessa di Camerino Caterina Cybo. Nel giro di pochi anni dalla sua nascita, nonostante i ripetuti tentativi di sopprimere la riforma, l’Ordine cappuccino ebbe un’espansione esplosiva, divenendo un Ordine di migliaia di frati sparsi in tutta Italia e presto anche fuori dei suoi confini, grazie alla possibilità di accogliere nel suo grembo altri francescani – ed erano davvero molti – animati dalla loro stessa intenzione.
Nel primo capitolo generale del 1535/6 a Sant’Eufemia (Roma) furono promulgate le prime Costituzioni, articolate in dodici capitoli, che avrebbero plasmato la vita dell’Ordine per oltre quattro secoli. In esse, si dà più importanza allo spirito che alle norme dispositive, in vista di un programma di perfezione animato dal più puro spirito francescano, che si esprime nella ricerca della mens di san Francesco. La Regola è considerata la “midolla del Vangelo”, un concentrato del succoso testo evangelico al quale bisogna dare spirituale osservanza. Nel capitolo VI delle Costituzioni si afferma la rinuncia ufficiale a tutte le spiegazioni della Regola poiché essa è di per sé chiarissima: come unica glossa è accettato il Testamento, come voluto da Francesco al termine della sua vita.
In seguito, i frati Cappuccini si fecero conoscere come ferventi predicatori del Vangelo e servitori dei sofferenti dei loro tempi (rimane memorabile la descrizione che ne fa Alessandro Manzoni ne I promessi sposi). Nel giro di poco tempo, ai pionieri della riforma cappuccina si unirono numerosi seguaci attratti dalla loro preghiera, predicazione, austerità, condivisione e servizio dei poveri. La riforma crebbe rapidamente e si diffuse in tutta Europa. A soli dieci anni dai primi passi, i frati erano circa 700, divisi in 12 province religiose. Dopo cinquant’anni, si contavano 3.500 religiosi in 18 province e 300 conventi. Oggi i frati Cappuccini sono uno trai più grandi ordini religiosi al mondo e contano più di 10.000 frati sparsi nei 5 continenti in ben 114 nazioni.