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Tappe, tracce e luoghi del cammino

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Tappe, tracce e luoghi del cammino

Per vivere ogni tappa con consapevolezza

In questa pagina trovi tutte le informazioni utili su ogni tappa del Cammino: parametri tecnici, brevi descrizioni, consigli pratici prima della partenza, punti di interesse e contatti utili per approfondimenti. Una piccola guida per affrontare il cammino preparati, sicuri e con il cuore aperto alla scoperta dei tesori di ogni tappa.

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TAPPA 1 Fossombrone-Gola del Furlo

Fossombrone-Gola del Furlo

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Difficoltà: media-impegnativa
Lunghezza: 20,5 km
Salita: 755 m
Discesa: 894 m
Tempo di percorrenza: 6-7 h
Altitudine min: 134 slm
Altitudine max: 694 slm
Fonti d’acqua: dopo 9 km a Sant’Anna
Fondo: 74% sterrato, 26% asfalto
Tappe intermedie: variante bassa (14 km)
Traccia gpx: scarica qui

Breve descrizione della tappa
Il cammino parte dal Convento dei Cappuccini di Fossombrone. Tra strade sterrate e asfaltate, si attraversano colline, vigneti e campagne con ampie vedute sulla valle del Metauro e sui monti che circondano la Gola del Furlo. Il tracciato alterna tratti pianeggianti e facilmente percorribili ad altri più impegnativi, soprattutto nelle zone argillose e nei sentieri della seconda parte del percorso, quando si sale al Monte Pietralata.
Arrivati nei pressi della gola, il pellegrino può scegliere tra due opzioni: il percorso facile, che costeggia il fiume, passa dentro la gola del Furlo e in appena 14 km conduce alla meta o il percorso alto, più impegnativo, che sale sul monte Pietralata offrendo spettacolari panorami dall’alto sulla gola e sulla Riserva naturale statale della Gola del Furlo.
Entrambi i percorsi conducono infine al paese del Furlo, meta della prima tappa.

Da sapere prima di partire
Il Convento dei Cappuccini di Fossombrone si trova 3 km sopra la città e per arrivarci occorrono 45 min. a piedi. I frati aprono all’accoglienza dei pellegrini a partire dalle ore 17.00 inutile arrivare prima. Chi pernotta in convento, prima di raggiungerlo, può approfittare per visitare la città di Fossombrone e le sue molte bellezze.
I pellegrini che dormono in città, invece, possono salire al convento la mattina seguente e partecipare alla messa delle 7.30, al termine della quale i frati consegnano la credenziale e il ciondolo del cammino e impartiscono la benedizione ai pellegrini sotto la grande croce.

Da non perdere
All’arrivo a Fossombrone, prima di salire al convento è molto gradevole fare un giro in città. Il corso Garibaldi, la Chiesa di San Filippo, il ponte della concordia, il Museo archeologico, la Pinacoteca civica, la Casa Museo Quadreria Cesarini e le Marmitte dei Giganti, quest’ultime fuori città, sono tesori tutti da scoprire. Arrivati alla Gola del Furlo, è d’obbligo una visita alla bellissima Abbazia di San Vincenzo al Furlo.

Informazioni
FOSSOMBRONE
Punto Iat
Piazza Dante 23
Tel: 0721-72.32.63 / 340-82.45.162
Mail: puntoiat@comune.fossombrone.ps.it.
Sito: visitfossombrone.it

GOLA DEL FURLO
Punto Iat Riserva del Furlo
Via Flaminia, Furlo
Tel: 0721-70.00.41 / 329-83.18.698
Mail: riservafurlo@provincia.ps.it.
Sito: www.riservagoladelfurlo.it

MARCHE&BIKE
Via Furlo 9 – Parco La Golena, Furlo
Per trasporto bagagli e servizio navetta nelle prime tappe
Tel: 342-52.95.769
Mail: prenotazioni@marcheandbike.it
Sito: www.marcheandbike.it

TAPPA 2 Gola del Furlo-Cagli

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Difficoltà:
medio-impegnativa
Lunghezza: 21,4 km
Salita: 838 m
Discesa: 748 m
Tempo di percorrenza: 6-7 h
Altitudine min: 178 slm
Altitudine max: 605 slm
Fonti d’acqua: 9 km (Agriturismo Ca’ Pierello; 13 km)
Fondo: 93 % sterrato, 7 % asfalto
Tappe intermedie: agriturismi zona Santa Maria delle Stelle (10 km)
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Breve descrizione della tappa
La seconda tappa si sviluppa parallela alle vallate del Candigliano e del Burano, alternando salite e discese tra il monte Varco, la valle del fosso Cherio, il monte Martello e la piana di Cagli. Il percorso attraversa campi coltivati, pinete e tratti di bosco, aprendo spesso lo sguardo sui monti Catria e Acuto. A metà cammino il Santuario di Santa Maria delle Stelle invita alla sosta, alla preghiera e alla contemplazione, in uno dei luoghi più suggestivi del territorio. La discesa finale conduce verso Cagli, città ricca di storia, dove sul colle si erge l’antico Convento dei Cappuccini: un approdo semplice e ospitale che mette il pellegrino in continuità con le origini francescane di queste terre.

Da sapere prima di partire
Lungo il percorso della tappa l’unico punto di ristoro è l’Agriturismo Ca’ Pierello, 9 km dopo la partenza, in cui è presente anche una fonte d’acqua e un’ospitalità generosa e familiare. Si può contattare prima di partire per farsi preparare qualcosa da mangiare, al numero 333-33.15.904.
In periodo primaverili o autunnali, è importante accertarsi tramite il tracciato presente nell’App Walk+ che il fiume nel fosso Screbia (al 14° km) sia attraversabile, altrimenti occorre considerare il percorso alternativo che scende a Smirra.

Da non perdere
A metà tappa, sul monte Martello, il pellegrino incontra il Santuario di Santa Maria delle stelle, un luogo che nel Medioevo era frequentato da viandanti e pellegrini. Per visitarlo è necessario contattare con il dovuto anticipo la signora Mariella al numero 328-57.21.445.
Giunti a Cagli, vale senz’altro la pena fermarsi – ma anche dormire – al Convento dei Frati Cappuccini, pregevole esempio della primigenia architettura cappuccina. Da visitare, inoltre, il Palazzo pubblico del 1289 nella piazza, il Teatro storico, autentico gioiello architettonico, e le bellissime chiese antiche della città come quella di San Domenico, di Sant’Angelo Minore, di San Bartolomeo, di San Giuseppe.

Informazioni
SANTA MARIA DELLE STELLE
Loc. Monte Martello
Per visite al Santuario, telefonare con anticipo al 328-57.21.445

CAGLI
Punto Iat
Via Alessandri 4
Tel: 0721-78.07.73
Mail: iat.cagli@gmail.com
Sito:www.visitcagli.it

TAPPA 3 Cagli-Frontone-Fonte Avellana

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Difficoltà:
impegnativa
Lunghezza: 20,9 km
Salita: 951 m
Discesa: 543 m
Tempo di percorrenza: 7-8 h
Altitudine min: 249 slm
Altitudine max: 833 slm
Fonti d’acqua: dopo 7 km a Ca’ Ventura; 9 km a Paravento; 14 km a Frontone
Fondo: 73 % sterrato, 27% asfalto
Tappe intermedie: Frontone (dopo 14 km)
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Breve descrizione della tappa
La terza tappa non è eccessivamente lunga, ma è comunque impegnativa a causa del notevole dislivello da affrontare. Attraversa borghi antichi, boschi silenziosi e ampi panorami verso il Castello di Frontone e il massiccio del Catria. Frontone, che si incontra dopo 14 km, è un ottimo punto sosta per chi volesse dividere in due la tappa, o per una pausa ristoratrice prima di affrontare la seconda parte del percorso. Il cammino alterna tratti brecciati e sentieri nel bosco, passando per luoghi carichi di memoria, come Paravento con le sue vicende storiche, e offre frequenti punti d’acqua e brevi soste rigeneranti. Salendo verso il monte Roma il paesaggio si apre, diventando sempre più contemplativo. L’ultimo tratto, quasi pianeggiante, accompagna con passo tranquillo fino a “la Forchetta”, da cui il sentiero regala splendide vedute sul Monastero di Fonte Avellana, immerso tra faggete e noccioleti. Un arrivo che invita al silenzio, alla preghiera e al riposo.

Da sapere prima di partire
Capita talvolta che, per impegni dei monaci, non sia possibile dormire al Monastero di Fonte Avellana. In tal caso ci sono due alternative. La prima è dormire a Frontone, che si trova 14 km dopo Cagli e proseguire il giorno successivo fino a Pascelupo. La seconda è pernottare all’ostello Fronte del Parco di Isola Fossara, situato a 8 km oltre il monastero, contattabile al numero 331-77.57.046. L’ostello offre anche un servizio navetta per prelevare il pellegrino da Fonte Avellana e accompagnarlo nuovamente sul percorso il giorno seguente.

Da non perdere
A Frontone, soprattutto per chi decide di sostare lì, si può visitare il borgo medievale arroccato in alto, con vicoli caratteristici e il suggestivo Castello della Porta del XI sec., la Torre Civica, la Chiesa di Santa Maria Assunta e la Chiesa della Madonna del Soccorso.
Di particolare rilievo è il Monastero di Fonte Avellana, antico monastero benedettino del X secolo, citato da Dante, al cui interno meritano particolare attenzione la chiesa romanica, la cripta, e soprattutto al celebre Scriptorium, capolavoro di architettura e luce, cuore spirituale del complesso.

Informazioni
FRONTONE
Punto Iat
Piazza del Municipio 19
Tel: 380-13.77.626
Mail: puntoiat.frontone@gmail.com.
Sito: www.montecatria.com

MONASTERO FONTE AVELLANA
Tel: 0721-73.02.61
Mail: info@fonteavellana.it
Foresteria: foresteria@fonteavellana.it
Sito: fonteavellana.it

ISOLA FOSSARA
OSTELLO FRONTE DEL PARCO
Loc. San Benedetto
Tel: 331-77.57.046
Servizio navetta disponibile

TAPPA 4 Fonte Avellana-Isola Fossara-Pascelupo

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Difficoltà:
media
Lunghezza: 13,4 km
Salita: 607 m
Discesa: 759 m
Tempo di percorrenza: 5-6 h
Altitudine min: 417 slm
Altitudine max: 871 slm
Fonti d’acqua: dopo 5 km a Pian delle quaglie, 8 km a Isola Fossara, 12 km prima di Coldipeccio
Fondo: 87 % sterrato, 13 % asfalto
Tappe intermedie: Isola Fossara (dopo 8 km)
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Breve descrizione della tappa
Questa tappa lascia il silenzio di Fonte Avellana e si addentra subito nel bosco, tra saliscendi, radure panoramiche e tratti selvaggi sotto le pareti del Catria. Il percorso segue in parte il “Sentiero Italia”, attraversa faggete e pascoli aperti, regalando scorci ampi sulla vallata e sui piccoli borghi montani. La discesa verso Piano Sant’Angelo e i prati di Pian delle Quaglie, nel Parco regionale del Monte Cucco, introduce gradualmente a un paesaggio più ampio e luminoso, fino a raggiungere Isola Fossara, dove è possibile ristorarsi e pernottare. L’ultima parte risale dolcemente verso Coldipeccio e scende poi a Pascelupo, antico borgo incastonato tra forre e boschi, porta d’ingresso a un territorio aspro e contemplativo, ricco di memorie eremitiche.

Da sapere prima di partire
Questa tappa è la più corta del Cammino (13,4 km) e può essere affrontata con calma. Al mattino vale la pena dedicare un po’ di tempo alla visita del Monastero di Fonte Avellana e alle sue tante ricchezze. Una volta iniziato il cammino, giunti nella parte alta sotto la dorsale orientale del monte Catria (960 m), possiamo fermarci ad ammirare con tranquillità uno dei panorami più belli di tutto il percorso. In caso di maltempo, invece, è prudente rinunciare a salire sul monte e scegliere la SP Avellana e poi la SP di Isola Fossara.

Da non perdere
A Isola Fossara, 8 km oltre Fonte Avellana, vale la pena fermarsi all’Ostello Fronte del Parco per una memorabile sosta ristoro e un’immersione nella storia del luogo o anche per il pernottamento. Se invece si prosegue e si arriva presto a Pascelupo, si può allungare leggermente il percorso per visitare la suggestiva Forra di Rio Freddo, che si trova 1,5 km più avanti. È sconsigliato invece di salire all’Eremo di San Girolamo, abitato dagli Eremiti Camaldolesi di Monte Corona, che attualmente non è visitabile.

Informazioni
ISOLA FOSSARA
Ostello Fronte del Parco
Loc. San Benedetto
Tel: 331-77.57.046
Servizio navetta disponibile

PASCELUPO
Sito: turismo.comune.scheggiaepascelupo.pg.it

TAPPA 5 Pascelupo-Fabriano

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Difficoltà:
impegnativa
Lunghezza: 25,8 km
Salita: 715 m
Discesa: 927 m
Tempo di percorrenza: 8-9 h
Altitudine min: 310 slm
Altitudine max: 684 slm
Fonti d’acqua: dopo 6 km a Piaggiasecca, 9 km a Viacce, 21 km a Marischio
Fondo: 70 % sterrato, 30 % asfalto
Tappe intermedie: non presenti
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Breve descrizione della tappa
La prima parte della tappa si snoda sulla dorsale orientale del Monte Cucco, tra boschi ombrosi e sentieri che costeggiano il Rio Freddo, salendo fino al punto panoramico da cui si scorge l’Eremo di San Girolamo. Lungo il cammino si scoprono piccole meraviglie come la cascata dello Sturo della Piscia e borghi rurali come Piaggiasecca, che accompagnano verso l’Abbazia di San Cassiano al 15° km, ideale punto intermedio di sosta. Da qui il percorso procede dolcemente su sterrate e carrarecce, attraversa la zona di Marischio e raggiunge la periferia di Fabriano. Un ultimo tratto lungo le vie cittadine introduce al cuore del centro storico, dove il pellegrino trova servizi, accoglienza e il respiro vivo della storia.

Da sapere prima di partire
Nei periodi piovosi, prima di partire, è bene informarsi sulle condizioni di percorribilità del guado subito sotto Pascelupo. Nel caso non fosse praticabile, è consigliato seguire il percorso alternativo verso la frazione di San Felice, indicato nell’App Walk+.
La tappa è lunga, con numerose fonti d’acqua, ma priva di punti di ristoro e di luoghi sosta intermedi. Occorre perciò rifornirsi di cibo alla partenza, a meno che non si contatti con anticipo il Bar Alimentari Scotini al numero 0732-73.299 posto a metà percorso, accordandosi per farsi portare il pranzo presso la frazione di Vallina, situata 13 km più avanti.
È consigliabile partire di buon’ora anche per avere tempo di visitare le tante bellezze di Fabriano, storica città della carta.

Da non perdere
Dopo 5 km dall’inizio del percorso, si incontra la spettacolare cascata dello Sturo della Piscia, un salto di oltre 15 metri che crea suggestivi giochi di luce e colori. A Piaggiasecca un piccolo “museo a cielo aperto” della civiltà contadina, attende il passaggio del pellegrino con vicoli animati da antichi strumenti di lavoro. Al 15° km, l’Abbazia benedettina di San Cassiano, fondata tra XI e XIII secolo, colpisce per la sobria eleganza in pietra, per la facciata essenziale e per l’originale cripta raccolta.
A Fabriano, il centro storico medievale custodisce piazze, palazzi e tesori d’arte come la Fontana Sturinalto, la Cattedrale di San Venanzio, la Pinacoteca civica e l’Oratorio della carità.

Informazioni
FABRIANO
Punto Iat
Piazza del Comune 38
Tel: 0732-70.94.24
Mail: iat.fabriano@regione.marche.it
Sito: visitfabriano.it

PARCO NATURALE GOLA DELLA ROSSA E DI FRASASSI
www.parcogolarossa.it

TAPPA 6 Fabriano-Cerreto d’Esi-Albacina-Poggio San Romualdo

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Difficoltà:
molto impegnativa
Lunghezza: 24,2 km
Salita: 1148 m
Discesa: 532 m
Tempo di percorrenza: 8-9 h
Altitudine min: 236 slm
Altitudine max: 1007 slm
Fonti d’acqua: dopo 7 km, 10 km a Cerreto d’Esi, 14 km ad Albacina, 17 km all’Acquarella
Fondo: 71 % sterrato, 29 % asfalto
Tappe intermedie: Cerreto d’Esi (dopo 10 km) e Albacina (dopo 12 km)
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Breve descrizione della tappa
Questa è una delle tappe più impegnative del Cammino, sia per lunghezza che per il dislivello, concentrato nella seconda parte del percorso. Dai dolci paesaggi attorno a Fabriano il percorso attraversa campagne e strade brecciate fino a Cerreto d’Esi e Albacina, dove è possibile spezzare il cammino e visitare i borghi. Da qui comincia la salita più dura del Cammino dei Cappuccini, che conduce nel silenzio del bosco, verso il cuore della montagna. Tra sentieri ombreggiati e panorami sempre più ampi, si incontra l’Eremo di Santa Maria dell’Acquarella, luogo di raccoglimento e sosta, prima dell’ultimo tratto che, con pazienza e passo regolare, porta sui prati alti e infine a Poggio San Romualdo.

Da sapere prima di partire
Poiché le tappe 4, 5 e 6 sono particolarmente impegnative, in questa tappa il pellegrino può valutare di fermarsi in uno dei punti intermedi, Cerreto d’Esi (10 km) o Albacina (12 km), in modo da poter recuperare energie e avere più tempo al mattino per visitare con calma la città di Fabriano e assaporare l’atmosfera di queste graziose cittadine. Oppure, in alternativa, da Fabriano può arrivare in treno a Cerreto d’Esi e partire direttamente da lì.
A Poggio San Romualdo è importante assicurarsi con anticipo il pernottamento presso una delle strutture disponibili.

Da non perdere
Cerreto d’Esi conserva l’imponente castello medievale con la torre cilindrica inclinata e il Torrione dell’Agostino, affacciato su vicoli storici e chiese ricche di opere d’arte, come la Collegiata di Santa Maria della Piazza con il crocifisso di fra Paolo da Chioggia.
Albacina, antica sede romana e medievale, offre resti del castello e chiese come quella di San Venanzo e di Santa Maria della Piazza, custodi di opere sacre e devozioni locali.
L’Eremo di Santa Maria dell’Acquarella, nel cuore del bosco, è legato alla storia delle origini dei cappuccini, mentre Poggio San Romualdo, sulla vetta omonima, conserva ruderi del castello e ricorda san Romualdo, fondatore dell’Abbazia di San Salvatore, meta di pace e panorami, particolarmente apprezzata dai villeggianti estivi.

Informazioni
CERRETO D’ESI
Punto Iat
Piazza Lippera 4
Tel: 0732-67.90.00
Sito: www.visitcerretodesi.it

PARCO NATURALE GOLA DELLA ROSSA E DI FRASASSI
www.parcogolarossa.it

TAPPA 7 Poggio San Romualdo-Cupramontana

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Difficoltà:
molto impegnativa
Lunghezza: 24,9 km
Salita: 787 m
Discesa: 1218 m
Tempo di percorrenza: 8-9 h
Altitudine min: 171 slm
Altitudine max: 936 slm
Fonti d’acqua: dopo 13 km all’Abbazia Sant’Urbano, 16 km a Castellaro, 21 km all’Eremo dei frati bianchi
Fondo: 71 % sterrato, 29 % asfalto
Tappe intermedie: Agriturismo Vallonga tel. 339-22.39.818 (dopo 9 km); Casa Rossi tel. 348-15.59.254, disponibile a venire a prendere all’Abbazia Sant’Urbano (13 km)
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Breve descrizione della tappa
Tappa lunga e impegnativa, e tra le più ricche di significato del Cammino. Da Poggio San Romualdo si scende verso l’Abbazia di Valdicastro, luogo legato alla figura di san Romualdo e immerso in una natura silenziosa. Il percorso prosegue tra boschi, mulattiere e panorami aperti fino alla splendida Abbazia romanica di Sant’Urbano, ideale per una sosta. L’ultima parte accompagna tra campi e colline verso Cupramontana, incontrando gli antichi eremi dei Frati Bianchi e dei Frati Neri, segni di una spiritualità semplice e appartata. È una tappa che chiede energia e attenzione, ma che ripaga con storia, bellezza e occasioni di raccoglimento lungo tutto il cammino.

Da sapere prima di partire
Lungo questa tappa non sono presenti punti di ristoro, è quindi necessario rifornirsi con scorte sufficienti di cibo prima di partire. Se aperta nell’orario di partenza, è possibile farlo nel piccolo bar ristoro nel retro dell’Abbazia Valdicastro. Nei terreni dell’abbazia occorre fare attenzione perché la segnaletica può essere scarsa, soprattutto in prossimità del laghetto. In questo tratto è importante seguire con attenzione la guida e, se possibile, affidarsi alle tracce GPX o all’App Walk+.

Da non perdere
Questa è la tappa più ricca di eremi e abbazie di tutto il cammino. Poco dopo la partenza si incontra l’Abbazia di Valdicastro, centro spirituale e storico di grande fascino, legata alla figura di san Romualdo, che qui visse a lungo e morì nel 1027. Al 13° km, l’Abbazia di Sant’Urbano si presenta come ottimo luogo di sosta, dotato di acqua e servizi igienici, dove consumare il pasto e visitare la splendida abbazia in stile romanico del X-XI secolo, sempre aperta.
Verso la fine del percorso si scopre, in mezzo al bosco, l’Eremo dei Frati Bianchi, un antico complesso del XI secolo scavato nella roccia, abitato da monaci, fraticelli e poi camaldolesi, nel quale maturarono anche eventi decisivi per la nascita dell’Ordine cappuccino. Poco dopo, l’Eremo dei Frati Neri racconta la storia degli osservanti francescani e custodisce il corpo del beato Giovanni Righi, testimone di vita eremitica e di penitenza.

Informazioni
ABBAZIA VALDICASTRO
Loc. Valdicastro, 31
Tel: 328-15.10.039
Sito: valdicastro.it

ABBAZIA SANT’URBANO
Contrada Sant’Urbano 3, Apiro
Sito: vallesanclemente.it

CUPRAMONTANA
Punto Iat
Via Leopardi 1
Tel: 0731-78.01.99
Sito: www.turismocupramontana.com

TAPPA 8 Cupramontana-Apiro-Cingoli

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Difficoltà:
media
Lunghezza: 21,7 km
Salita: 694 m
Discesa: 567 m
Tempo di percorrenza: 6-7 h
Altitudine min: 287 slm
Altitudine max: 631 slm
Fonti d’acqua: dopo 9 km ad Apiro
Fondo: 63 % sterrato, 37 % asfalto
Tappe intermedie: Apiro (dopo 9 km), strutture recettive al Lago di Cingoli (dopo 12 km)
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Breve descrizione della tappa
Tappa di media difficoltà, con alcune salite nella seconda parte da affrontare con calma. Il percorso attraversa paesaggi aperti e panoramici, tra campi e colline ordinate, con due possibili punti sosta. Ad Apiro, dove è possibile rifornirsi, mangiare o pernottare o, poco dopo, il lago di Cingoli, ideale per una sosta rinfrescante immersi nella natura. Da qui si prosegue lungo strade brecciate e sentieri sottobosco fino a Cingoli, il “Balcone delle Marche”, da cui si gode di una vista che spazia dal mare alle colline e alle montagne circostanti. Una tappa varia e piacevole, che alterna natura, borghi e panorami ampi, invitando a rallentare e a godere del percorso.

Da sapere prima di partire
Conviene prevedere un po’ di tempo in più per visitare Apiro e godersi una sosta rigenerante al Lago di Cingoli. Essendo Cingoli una meta turistica, soprattutto nei periodi di maggiore affluenza, è consigliabile prenotare in anticipo il pernottamento.

Da non perdere
Lungo la tappa si incontrano luoghi di grande interesse storico e naturale. Appena usciti da Cupramontana, l’Abbazia del Beato Angelo, fondata dai camaldolesi, conserva il corpo del monaco martire Angelo da Massaccio e un suggestivo chiostro. Ad Apiro meritano una visita la Collegiata di Sant’Urbano con l’organo settecentesco, il Palazzo Comunale con un trittico di Allegretto Nuzzi e il Teatro Mestica, sede del festival internazionale del folklore Terranostra.
A Cingoli, da non perdere sono la Cattedrale di Santa Maria Assunta, la Chiesa di San Esuperanzio e quella di San Filippo.

Informazioni
APIRO
Pro loco
Piazza Baldini 11
Tel.: 333-12.15.710
Mail: proloco.apiro@libero.it
Sito:turismo.comune.apiro.mc.it – www.festivalterranostra.it

CINGOLI
Punto Iat
Via Ferri 17
Tel: 733-60.24.44
Mail: iat.cingoli@regione.marche.it

TAPPA 9 Cingoli-San Lorenzo di Treia-San Severino Marche

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Difficoltà:
impegnativa
Lunghezza: 28,4 km
Salita: 820 m
Discesa: 1221 m
Tempo di percorrenza: 8-9 h
Altitudine min: 226 slm
Altitudine max: 731 slm
Fonti d’acqua: dopo 13 km a San Lorenzo di Treia, 24 km a Cesolo, dopo 27 km al Glorioso
Fondo: 61 % sterrato, 39 % asfalto
Tappe intermedie: San Lorenzo di Treia (13 km), strutture recettive sulla Collina dei Ciliegi (20 km)
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Breve descrizione della tappa
La nona tappa, la più lunga del Cammino, richiede un passo regolare e qualche pausa programmata, ma ripaga con paesaggi aperti e vedute amplissime. Tra strade bianche e tratti di bosco si alternano salite e discese fino al Cristo delle Marche, punto scenografico da cui lo sguardo abbraccia l’Adriatico e l’entroterra. Da qui si scende verso l’Eremo di Sant’Angelo, legato agli inizi dell’Ordine cappuccino. Il percorso continua costeggiando le pendici del Monte Acuto fino a San Lorenzo di Treia, ottimo punto intermedio di sosta. Prosegue con un tratto di bosco che conduce alla suggestiva Collina dei Ciliegi, dalla quale si gode di ampie vedute verso i Sibillini e, tra santuari e piccole frazioni, il cammino accompagna gradualmente a San Severino Marche.

Da sapere prima di partire
Data la lunghezza della tappa, può essere utile dividerla in due, sostando dopo 13 km a San Lorenzo di Treia oppure, dopo 19 km negli agriturismi della Collina dei Ciliegi, godendo di un morbido e ampio panorama verso i Sibillini. Chi sceglie di pernottare nei conventi o nei monasteri di San Severino, una volta giunto in piazza del Popolo, consideri circa 1 km in più in salita, perché si trovano tutti nell’antica parte alta della città. Sfruttare la tappa intermedia di San Lorenzo di Treia permette anche di dedicare più tempo, prima della partenza, alla visita di Cingoli e di arrivare il giorno seguente a San Severino Marche con calma, per godere della sua ricca storia e delle sue opere d’arte.

Da non perdere
Il versante sud del Monte Sant’Angelo conserva una grotta antichissima dedicata a San Michele Arcangelo accanto alla quale è stato poi costruito l’omonimo eremo. Qui, tra il 1525 e il 1526, i primi cappuccini avviarono un’esperienza di vita riformata che poi condusse alla nascita dei cappuccini.
San Severino Marche è un’antica città ricchissima di storia e arte. Da non perdere: la splendida Piazza del Popolo, ovale ed elegantissima, il Marec (Museo dell’Arte Recuperata), che custodisce opere salvate dopo il sisma del 2016, il nucleo medievale con la torre del Castello, il Santuario della Madonna dei Lumi. Importanti anche il complesso di San Domenico, la Chiesa di San Lorenzo in Doliolo e, poco fuori città, il Convento dei Cappuccini di Colpersito, luogo legato alla memoria di san Francesco.

Informazioni
TREIA
Pro Loco
Tel: 0733-21.87.78
Mail: prolocotreia.iat@comune.treia.mc.it
Sito: www.comune.treia.mc.it

SAN SEVERINO MARCHE
Pro loco
Piazza del Popolo 43
Tel: 0733-63.84.14
Mail: proloco.ssm@gmail.com
Sito: turismosanseverinomarche.it

TAPPA 10 San Severino Marche-(Crispiero)-Camerino

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Difficoltà:
facile-media
Lunghezza: 16,3 km
Salita: 685 m
Discesa: 299 m
Tempo di percorrenza: 5-6 h
Altitudine min: 229 slm
Altitudine max: 775 slm
Fonti d’acqua: dopo 8 km al Rifugio Mamfrica, 13 km a Torrone
Fondo: 68 % sterrato, 32 % asfalto
Tappe intermedie: variante Crispiero (12 km)
Traccia gpx A: scarica qui
Traccia gpx B: scarica qui

Breve descrizione della tappa
Tappa breve e senza particolari difficoltà, da affrontare con passo tranquillo e soste generose. Dal Convento di Colpersito si scende nella selvaggia Valle dei Grilli, dove si incontrano le Grotte e l’Eremo di Sant’Eustachio, luogo di forte suggestione. Il percorso risale poi verso il rifugio Manfrica, ottimo punto per una pausa e per rifornirsi d’acqua, continuando poi tra ampi panorami che accompagnano gradualmente verso Camerino. L’ultimo tratto conduce al Convento di Renacavata, primo convento dei cappuccini e cuore del Cammino, che invita al raccoglimento e al riposo.

Da sapere prima di partire
Lungo il percorso non ci sono punti di ristoro, ma, considerando che l’accoglienza del Convento di Renacavata apre solo dopo le 15.00, è possibile scegliere la variante che conduce alla frazione di Crispiero, dove si può pranzare e fare provviste. È bene avvisare con anticipo i frati per il pernottamento poiché, per impegni comunitari, talvolta potrebbe non essere possibile accogliere i pellegrini. In questo caso sarà necessario proseguire oltre Camerino, per circa 2 km, dove si possono trovare altre strutture ricettive.

Da non perdere
L’Eremo di Sant’Eustachio in Domora, antico eremo benedettino del XI sec. nella valle dei Grilli, legato all’ospitalità dei viandanti che oggi si trova in stato di degrado ma è molto suggestivo.
Il Convento di Renacavata, risalente al XVI sec., è il primo convento dei cappuccini al mondo ed è il cuore del Cammino. Al suo interno è possibile visitare la chiesa, le antiche celle, il museo e il bosco con le grotte dei frati.
Camerino, Città universitaria in ricostruzione dopo il sisma del 2016 dove sono visitabili la Basilica di San Venanzio, il Museo civico-diocesano e l’Orto botanico.

Informazioni
CAMERINO
Informazioni turistiche Pro Camerino
Via Madonna delle Carceri (Sottocorte Village)
Tel. 0737-63.25.34 / 345-88.55.294
Sito: www.proloco.camerino.sinp.net
turismo.comune.camerino.mc.it

TAPPA 11 Camerino-(Lago di Polverina)-San Lorenzo al Lago

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Difficoltà:
impegnativa
Lunghezza: 23,5 km
Salita: 786 m
Discesa: 750 m
Tempo di percorrenza: 7-8 h
Altitudine min: 349 slm
Altitudine max: 793 slm
Fonti d’acqua: dopo 9 km a La Sfercia, 11 km all’Abbazia San Giusto, 18 km a Bolognesi
Fondo: 64 % sterrato, 36 % asfalto
Tappe intermedie: strutture recettive al Lago di Polverina (10 km) o Agriturismo Fonte Rosa (16 km)
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Breve descrizione della tappa
Dalla quiete di Renacavata il percorso scende nel sottobosco si snoda tra campi e case sparse, alternando sterrati a brevi tratti d’asfalto, costeggiando Rocca Varano fino al fondovalle. Nella zona La Sfercia si trova una fonte d’acqua e da lì si prosegue fino a San Maroto, con la splendida Chiesa di San Giusto e un gradevole punto sosta panoramico. La via continua su strade bianche verso Villarella per poi scendere fino a valle e risalire fino a Colli e Bolognesi, frazioni gravemente ferite dal terremoto del 2016. Usciti dal bosco si scende progressivamente verso Fiastra e infine a San Lorenzo al Lago, dove il cammino si conclude nell’area del lago, in un paesaggio ampio e rilassante, chiudendo la giornata in un contesto naturale di grande bellezza.

Da sapere prima di partire
Lungo il percorso l’unico punto di ristoro si incontra dopo circa 8 km in località La Sfercia ed è la caffetteria-forno Frinconi, contattabile al numero 389-53.98.130. Chi desidera spezzare la tappa, con una breve deviazione prima di San Maroto, può raggiungere il lago di Polverina, dove sono presenti alcune strutture ricettive al 12° km, oppure proseguire fino all’agriturismo Fonte Rosa, al 15° km, nei pressi di Collevecchio, con una lieve deviazione dal tracciato principale.
La Chiesa di San Giusto in San Maroto è molto bella ma di norma chiusa. Per visitarla occorre chiamare con il dovuto anticipo il numero 339-89.90.553.
In caso di maltempo, superata Villarella e giunti sulla SP 58, è preferibile continuare sulla strada asfaltata piuttosto che addentrarsi nei sentieri sottobosco che possono diventare scivolosi.
San Lorenzo al Lago è una meta turistica, perciò nei mesi di luglio e agosto è bene prenotare con largo anticipo, poiché i posti possono esaurirsi rapidamente. In estate è possibile anche fare il bagno nelle acque del lago.

Da non perdere
Al termine della prima discesa, si incontra l’antica roccaforte dei Da Varano del XIII sec. posta su una rupe. All’11° km, la straordinaria Chiesa romanica di San Giusto del XII sec. a pianta circolare e cupola è un piccolo scrigno con all’interno affreschi del XIV–XV sec., opere lignee e tavole, tra cui la Madonna del Rosario. Giunti alla meta, vale la pena visitare la Chiesa abbaziale di San Lorenzo (XI–XII sec.), con affreschi romanici fra i più antichi delle Marche.

Informazioni
VALFORNACE
Comune
Piazza Vittorio Veneto, 90
Tel. 0737-44.126
Mail: info@lagopolverina.it
Sito:www.ilcuoredellemarche.com

LAGO DI POLVERINA
Sito: lagopolverina.it

FIASTRA
Comune
Via Roma, 1
Tel: 0737-52.112
Mail: info@comune.fiastra.mc.it
Sito:www.lagodifiastra.it
www.ilcuoredellemarche.com

PARCO NAZIONALE DEI SIBILLINI
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TAPPA 12 San Lorenzo al Lago-Sarnano

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Difficoltà:
facile-media
Lunghezza: 17,6 km
Salita: 739 m
Discesa: 878 m
Tempo di percorrenza: 6-7 h
Altitudine min: 513 slm
Altitudine max: 1298 slm
Fonti d’acqua: dopo 3 km, 10 km, 12 km, 16 km
Fondo: 78 % sterrato, 22 % asfalto
Tappe intermedie: non presenti
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Breve descrizione della tappa
La dodicesima tappa, relativamente breve, ci porta nel cuore del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, con un paesaggio montano che regala emozioni diverse a ogni stagione. Si sale fin da subito e per i primi 8 km, tra mulattiere e sentieri erbosi, costeggiando la Madonna del Sasso e raggiungendo il punto più alto del Cammino – a quota 1.298 metri – contrassegnato da una croce panoramica con vedute amplissime sui Sibillini e sull’intera regione marchigiana. Si prosegue poi tra prati e boschi, con fioriture nei periodi primaverili e punti acqua, non sempre attivi in estate, fino alla lunga discesa che porta verso l’Eremo di Soffiano, raggiungibile con una breve deviazione. L’ultimo tratto, più agevole, alterna sterrato e asfalto e conduce infine a Sarnano, dove si entra nel centro storico attraverso le sue vie in pendenza, concludendo una tappa impegnativa ma ricca di natura, storia e silenzi.

Da sapere prima di partire
In caso di maltempo, una volta raggiunto il punto più alto del Cammino è consigliabile proseguire verso Sarnano lungo la strada asfaltata, evitando i tratti nel sottobosco che possono diventare scivolosi.
Lungo il percorso non si incontrano punti di ristoro e nei mesi estivi alcune fonti possono essere chiuse per risparmiare acqua. È bene perciò rifornirsi di cibo e di acqua alla partenza.
Sarnano è una meta turistica molto frequentata, conviene prenotare il pernottamento con anticipo, soprattutto nei mesi di luglio e agosto e nei periodi di maggiore affluenza.

Da non perdere
Sarnano è annoverato tra i Borghi più belli d’Italia. Conserva un centro storico medievale in mattoni, raccolto in cerchi concentrici attorno a Piazza Alta. Qui si affacciano i palazzi civici storici e la Chiesa romanica di Santa Maria di Piazza, con importanti cicli di affreschi. L’ex Convento di Santa Chiara ospita oggi i Musei Civici e la Pinacoteca, con opere di grande valore. Di rilievo anche la Chiesa e l’ex Convento di San Francesco, sede della biblioteca e dell’archivio che conservano preziosi codici antichi.

Informazioni
SARNANO
Punto IAT
Borgo Giuseppe Garibaldi, 88
Tel: 0733-65.71.44
Mail: iat.sarnano@regione.marche.it
Sito: www.sarnanoturismo.it
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TAPPA 13 Sarnano-Garulla-Montefortino

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Difficoltà:
impegnativa
Lunghezza: 24,1 km
Salita: 976 m
Discesa: 899 m
Tempo di percorrenza: 7-8 h
Altitudine min: 453 slm
Altitudine max: 1183 slm
Fonti d’acqua: dopo 9 km a Garulla, 15 km al Rifugio Amandola, 19 km al Santuario Madonna dell’Ambro
Fondo: 72 % sterrato, 28 % asfalto
Tappe intermedie: Rifugio Garulla tel. 347-19.21.635 e Agriturismo Nonno Luì tel. 331-88.06.015 (10 km), Rifugio Amandola, tel. 380-72.12.360 (15 km)
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Breve descrizione della tappa
Questa è l’ultima tappa di montagna del Cammino, anch’essa all’interno del Parco Nazionale dei Monti Sibillini. L’uscita da Sarnano costeggia il torrente Tennacola e ci regala una serie di rinfrescanti cascate facendoci percorrere la “Via delle Cascate perdute”. Il percorso alterna strade brecciate, salite ripide, e sentieri in sottobosco, salendo verso la frazione di Garulla Inferiore e poi ancor più su verso gli altopiani di Campolungo, dove un gradevole luogo sosta offre alla vista del pellegrino panorami spettacolari. Da lì il percorso prosegue in discesa fino al Santuario della Madonna dell’Ambro, e, dopo una rigenerante sosta spirituale, non rimane che affrontare gli ultimi cinque chilometri pianeggianti verso Montefortino.

Da sapere prima di partire
Il pellegrino può optare di suddividere in due la tappa sostando in località Garulla, che ospita il rifugio omonimo e un agriturismo, ottimi punti di pernottamento intermedi.
In caso di maltempo, una volta giunto a Garulla, il pellegrino può scegliere percorsi alternativi più bassi per raggiungere Montefortino o Amandola in sicurezza.
Nei giorni feriali al Santuario dell’Ambro la messa è celebrata alle ore 16.00, nei festivi ai seguenti orari: 09:30 – 11:00 – 12:15 – 16:00 – 17:00.
Chi desiderasse prolungare la tappa, oppure incontrasse difficoltà a trovare alloggio a Montefortino, può fermarsi ad Amandola, mettendo in conto circa 6 km aggiuntivi. Va però considerato che, anche nella sua versione ordinaria, questa tappa è già piuttosto impegnativa.

Da non perdere
Secondo per importanza solo a Loreto, il Santuario della Madonna dell’Ambro è un suggestivo luogo mariano incastonato nella valle del torrente Ambro, soprannominato “la piccola Lourdes dei Sibillini”.
A Montefortino, piccolo borgo fortificato, si può visitare la Chiesa di San Francesco o Santa Maria del Girone, in stile romanico-gotico, il Palazzo Leopardi che ospita la Pinacoteca Fortunato Duranti, il Museo Faunistico dei Sibillini e il Museo d’Arte Sacra, con opere di De Magistris, Malpiedi e il Perugino.

Informazioni
SANTUARIO MADONNA DELL’AMBRO
Loc. Ambro – Montefortino
Tel: 339-19.90.303
Sito: www.madonnadellambro.it

MONTEFORTINO
Info Point
Via Roma 21
Tel: 0736-85.91.01
Mail: info@comune.montefortino.fm.it

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TAPPA 14 Montefortino-Amandola-Lago di San Ruffino-Montefalcone Appennino

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Difficoltà:
impegnativa
Lunghezza: 24,1 km
Salita: 806 m
Discesa: 633 m
Tempo di percorrenza: 7-8 h
Altitudine min: 310 slm
Altitudine max: 892 slm
Fonti d’acqua: dopo 6 km ad Amandola, 13 km al Lago di San Ruffino
Fondo: 59 % sterrato, 41 % asfalto
Tappe intermedie: Amandola (6 km), Lago di San Ruffino (12 km)
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Breve descrizione della tappa
Fino ad Amandola, situata 6 km dopo Montefortino, il percorso si snoda prevalentemente tra i boschi. Il paesaggio successivamente si apre su un tranquillo paesaggio collinare che accompagna il pellegrino fino al lago di San Ruffino, al 12° km, luogo incantevole e riposante dove è consigliabile fermarsi per una sosta. Poco dopo si raggiunge la suggestiva Abbazia romanica dei Santi Ruffino e Vitale e, quindi, inizia la lunga salita su strade di campagna verso Smerillo, dove vale la pena attraversare la spettacolare “fessa”, spaccatura di arenaria sedimentaria al cui interno si possono osservare antichissimi fossili. Da qui si approda infine a Montefalcone Appennino, che regala un panorama superlativo sia sulla catena dei Sibillini che sul versante adriatico.

Da sapere prima di partire
Questa tappa offre due validi punti sosta: il primo dopo 6 km ad Amandola e il secondo dopo 12 km al Lago di San Ruffino.
Una volta raggiunto il lago, va messo in conto che la seconda parte della tappa prevede 6 km di salita per raggiungere Smerillo. È quindi necessario ripartire dal lago muniti di acqua perché non si incontrano altre fonti prima di arrivare in cima. Giunti in alto, si può scegliere il percorso più agevole su asfalto o il “sentiero natura”, più impegnativo ma anche molto più suggestivo, che conduce in quota tra boschi e creste fino a Montefalcone Appennino.

Da non perdere
Il centro storico di Amandola sale fino a Piazza Umberto I, con il Palazzo del Podestà, la Chiesa di San Francesco e il Teatro La Fenice. Nella parte bassa si trova il Santuario del Beato Antonio, con portale romanico-gotico e interni tardo barocchi. Sul colle Marrubbione sorge il Convento dei Cappuccini da cui si gode di una splendida vista sui Sibillini. Nei pressi del lago, l’antica Abbazia romanica dei Santi Ruffino e Vitale attende il pellegrino con la sua cripta, gli affreschi e i suggestivi sotterranei. A Montefalcone Appennino è d’obbligo un passaggio al Convento di San Giovanni in Selva (ora Domus Appennino) dove nel 1525 avvenne la fuga di fra Matteo da Bascio che diede impulso alla nascita dei cappuccini. La cittadina conserva la Chiesa di San Michele Arcangelo, Santa Maria delle Scalelle e il Museo dei Fossili e dei Minerali con all’interno il celebre Polittico di Pietro Alamanno. Per visitarlo è necessario contattare il Comune al numero 0734-79.136, o la Pro-loco al numero 0734-78.60.25.

Informazioni
AMANDOLA
Punto Iat
Piazza Risorgimento 17
Tel: 0736-84.07.31
Mail: turismo.amandola@gmail.com
Sito: amandola.info

SMERILLO
vivismerillo.it

MONTEFALCONE APPENNINO
www.comune.montefalconeappennino.fm.it

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TAPPA 15 Montefalcone Appennino-Force-Rotella

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Difficoltà:
media
Lunghezza: 21,5 km
Salita: 454 m
Discesa: 832 m
Tempo di percorrenza: 5-6 h
Altitudine min: 349 slm
Altitudine max: 765 slm
Fonti d’acqua: dopo 9 km a Force
Fondo: 35% sterrato, 65% asfalto
Tappe intermedie: Force (9 km)
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Breve descrizione della tappa
Da Montefalcone Appennino si scende lungo il “Sentiero medievale”, tra selciati e boschi, fino a raggiungere il fondovalle e il ponte sul fiume Aso. Da qui inizia la lunga risalita verso Force, su strade asfaltate e brecciate, con pendenze regolari ma impegnative. A Force meritano una sosta la Chiesa di San Francesco, il torrione e i panorami che spaziano fino al mare. Superata la metà tappa, si prosegue su un percorso ampio e pianeggiante tra campagne curate, con splendide vedute sui Sibillini e sul monte dell’Ascensione. L’ultimo tratto, su strada brecciata, scende gradualmente fino a Rotella.

Da sapere prima di partire
Force, cittadina intermedia che si incontra dopo 9 km, offre la possibilità di una rigenerante sosta intermedia o anche di dividere in due il percorso.
Rotella è una piccola cittadina e i posti letto sono limitati è quindi consigliato prenotare con anticipo. Chi volesse pernottare a Capradosso invece che a Rotella, proseguirà salendo per altri 3 chilometri, che renderanno più leggera la tappa successiva. In caso di pioggia o di erba alta, l’attraversamento dei campi da Rotella a Capradosso potrebbe risultare difficoltoso. In tal caso, arrivati alla strada bianca dopo i pannelli solari, suggeriamo di raggiungere dopo 200 m sulla destra la strada asfaltata e da lì salire a Capradosso.

Da non perdere
Nel centro storico di Force spiccano la Collegiata di San Paolo con il Crocifisso miracoloso, il Palazzo del Priorato, la Chiesa di San Francesco (ricostruita da Giuseppe Sacconi), piazza Vittorio Emanuele II con il Palazzo Comunale e la torre civica. Qui sono anche la casa natale della beata Assunta Pallotta, il Museo di Arte Sacra e quello della lavorazione del rame, tradizione locale celebrata ogni agosto con “Antichi Sapori per le vie del Borgo”. Vale assolutamente la pena visitare il grande presepe artistico permanente, situato nelle grotte sottostanti la Chiesa monumentale di San Francesco. Il presepe è visitabile tutto l’anno chiamando con il dovuto preavviso Massimo al numero 339-48.01.506 o Fernando al numero 338-99.09.374. A Rotella meritano una visita la Torre dell’Orologio, il Museo Naturalistico e la Collegiata dei Santi Maria e Lorenzo e Santa Viviana con l’annesso Museo di Arte Sacra, ricco di reliquiari

Informazioni
FORCE
Comune di Force
Piazza Vittorio Emanuele II, 2
Tel: 0736-37.31.32
Mail: segreteria@pec.comune.force.ap.it
Sito: www.comune.force.ap.it/it

ROTELLA
Comune di Rotella
Via Umberto I, n. 11
Tel: 0736-37.41.22
Sito:www.comune.rotella.ap.it/it

TAPPA 16 Rotella-Castignano-Offida

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Difficoltà:
media
Lunghezza: 19,8 km
Salita: 658 m
Discesa: 722 m
Tempo di percorrenza: 6-7 h
Altitudine min: 195 slm
Altitudine max: 637 slm
Fonti d’acqua: dopo 3 km a Capradosso, 10 km a Castignano
Fondo: 62 % sterrato, 38 % asfalto
Tappe intermedie: Castignano (10 km)
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Breve descrizione della tappa
Da Rotella si esce verso la campagna e tra sentieri e campi aperti si sale a Capradosso, con il bel panorama e la memoria del venerabile fra Marcellino. Si raggiunge quindi il Santuario di Montemisio e, attraversando campi e vigne, dopo circa 11 km si arriva a Castignano, tappa intermedia ideale per una sosta e un po’ di ristoro. Qui, vale la pena salire nel centro storico e lasciarsi sorprendere dall’ampia vista che si apre dalla piazza di San Pietro. Ripreso il cammino, si entra nella zona dei calanchi, strade bianche e tratturi attraversano vigneti e dolci colline, con alcune varianti disponibili in caso di pioggia. La tappa, sempre panoramica, conduce infine verso Offida, dove lo sguardo che si apre su Santa Maria della Rocca accompagna gli ultimi passi del pellegrino fino alla splendida Piazza del popolo e poi al Convento dei Cappuccini, luogo di pace e accoglienza.

Da sapere prima di partire
In caso di pioggia o di erba alta, l’attraversamento dei campi che da Rotella salgono a Capradosso può risultare difficoltoso. Perciò, arrivati alla strada bianca dopo i pannelli solari, è consigliabile deviare. Dopo circa 200 metri, svoltare a destra sulla strada asfaltata e da lì salire direttamente a Capradosso.
Chi desidera vivere la tappa con maggiore calma può fermarsi a pernottare a Castignano, dopo circa 11 km, godendo delle bellezze del centro storico e della calorosa ospitalità della gente del luogo.
Nella seconda parte della tappa, in alcuni tratti il cammino attraversa campi. In caso di maltempo, o semplicemente per alleggerire il percorso, è possibile proseguire lungo la SP 17, per poi rientrare sul tracciato originario. In questo caso è importante seguire con attenzione la guida e affidarsi alle tracce GPX.
Va ricordato che da Castignano a Offida non sono presenti punti acqua, fatta eccezione per l’eventuale disponibilità delle case o dei contadini lungo il percorso. Conviene quindi partire ben riforniti.
Offida è un piccolo gioiello, arrivare di buon’ora permette di avere il tempo necessario per visitare con calma i suoi tesori.

Da non perdere
Poco dopo Capradosso, il pellegrino incontra il Santuario di Montemisio, dedicato alla Madonna della Consolazione, luogo di pellegrinaggio legato alla tradizione del miracolo della pioggia, dove si trova anche una maestosa quercia secolare, presso la quale fra Marcellino da Capradosso era solito ritirarsi in preghiera. A metà tappa si raggiunge Castignano, che conserva un centro storico di impianto medievale, la Chiesa templare di Santa Maria del Borgo e un ricco patrimonio museale.
Offida, infine, è dominata dall’imperdibile Chiesa di Santa Maria della Rocca, con le sue suggestive cripte affrescate. Il cuore della città è Piazza del Popolo, attorno alla quale si concentrano numerosi luoghi culturali, tra cui il Teatro Serpente Aureo, e spazi di devozione, come la Chiesa di Sant’Agostino, che custodisce le reliquie del miracolo eucaristico, e il Santuario del Beato Bernardo, particolarmente amato dagli offidani.

Informazioni
CASTIGNANO
Pro loco
Via Borgo Garibaldi 4
Tel: 0736-82.20.60 / 339-83.70.941
Mail: prolococastignano@gmail.com

OFFIDA
Centro informazioni
Corso Serpente Aureo 66
Tel: 0736-88.87.06
Mail: turismo@comune.offida.ap.it
Sito:www.turismoffida.com

TAPPA 17 Offida-Appignano del Tronto-Ascoli Piceno

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Difficoltà
: impegnativa
Lunghezza: 26,2 km
Salita: 734 m
Discesa: 898 m
Tempo di percorrenza: 8-9 h
Altitudine min: 118 slm
Altitudine max: 422 slm
Fonti d’acqua: dopo 10 km ad Appignano del Tronto
Fondo: 50 % sterrato, 50 % asfalto
Tappe intermedie: Appignano del Tronto (10 km)
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Breve descrizione della tappa
L’ultima tappa unisce due santuari cappuccini. Da quello del Beato Bernardo si cammina verso il Santuario di San Serafino. Uscendo da Offida ci si inoltra in aperta campagna, tra vigneti e uliveti, fino ad affacciarsi sui caratteristici calanchi di questa zona che annunciano l’arrivo ad Appignano del Tronto. Dopo circa 10 km è possibile fermarsi per una sosta ristoratrice o, se necessario, scegliere questo centro come tappa intermedia. Il cammino riprende poi con alcuni saliscendi che conducono in quota fino all’ampio panorama di cima Gallo. Da qui una lunga discesa ci porta nel cuore di Ascoli Piceno, con un percorso che permette di visitare le vie più belle fino a Piazza del Popolo e, infine, al Santuario di San Serafino, meta del cammino.

Da sapere prima di partire
La tappa è lunga e impegnativa. Chi la ritenesse eccessiva può scegliere di dividerla, sostando ad Appignano del Tronto. Occorre prestare attenzione alla disponibilità di acqua e partire ben riforniti poiché l’unica fonte sicura si trova proprio ad Appignano, dopo circa 10 km. Da lì in avanti non sono presenti punti d’acqua, se non l’eventuale disponibilità di abitazioni o contadini lungo il percorso. Giunti al Santuario di san Serafino, meta del Cammino, i pellegrini sono accolti dai frati e possono segnalare la propria presenza alla Messa del Pellegrino, celebrata ogni pomeriggio alle ore 18.15. Al termine, il celebrante impartisce ai pellegrini una speciale benedizione a conclusione del cammino.

Da non perdere
Ad Appignano del Tronto spicca la Chiesa romanico-gotica di San Giovanni Battista del XIV-XVI sec., con il pregevole dipinto di Simone de Magistris e una Pietà quattrocentesca, e la Chiesa di San Michele Arcangelo di impronta romanica. Poco fuori si trova Santa Maria del Piano Santo, con un importante ciclo di affreschi medievali.
Ascoli Piceno, la “città del travertino”, è un gioiello storico e artistico che accoglie i pellegrini con un patrimonio ricco e stratificato. Al centro della città si apre la celebre Piazza del Popolo, tra le piazze più armoniose d’Italia, bordata dal Palazzo dei Capitani del Popolo e dalla Chiesa di San Francesco in stile gotico-romanico.
Da non perdere anche Piazza Arringo, con il Duomo di Sant’Emidio e il Battistero, simboli della storia religiosa cittadina.
La meta del cammino è il Santuario di San Serafino da Montegranaro, luogo di culto cappuccino che custodisce le spoglie del santo marchigiano, testimone di umiltà e pietà. La chiesa e il convento rappresentano un luogo di intensa spiritualità, con splendidi affreschi di Augusto Mussini dedicati alla vita di San Serafino da Montegranaro.

Informazioni
APPIGNANO DEL TRONTO
Comune
Via Roma 98
Tel: 0736-81.77.01
Mail: info@comune.appignanodeltronto.ap.it
Sito: https://www.comune.appignanodeltronto.ap.it/it/topics/turismo

ASCOLI PICENO
Ufficio Accoglienza turistica
Piazza Arringo 7
Tel. 0736-29.83.34
Mail: serv.turismo@comune.ascolipiceno.it
Sito: https://www.comune.ap.it/informazioni-turistiche

Renacavata

Dove è iniziata
la storia dei Cappuccini.
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